Andrea ha preso il borsone nero da palestra, l'ha riempito di mutande che profumavano ancora di vento e di sole, le infradito e la borsa nera del necessaire da bagno, m'ha dato un bacio, una grattata alla micia ed è uscito.
Nel borsone c'era ancora la maglietta rossa, dimenticata dentro dopo la breve vacanza che ci siamo concessi ad Arta prima dell'intervento. E' rimasta così, lì, sopra il divano, ad attendere d'esser trasferita nel cestone della biancheria da lavare.
Jenny non sale mai sul divano, se non quando sta malissimo. E quando sta malissimo cerca qualcosa di mio e ci si accoccola dentro con il baffo mortificato e un musino che divelle il cuore.
Ora Jenny non sta male ma sta comunque sul divano da domenica e non molla la maglietta di Andrea. Non viene a dormire con me, come fa di solito, ma sta sul divano... con la maglietta.
Vi ha messo anche la sua mucca di peluche a far guardia quando esce per il quartiere a far qualcuna delle sue scorribande da gattaccia imprudente e rissosa.
Quando mi gira attorno, mi sbatte la coda in faccia mentre sono al PC o viene di corsa per farsi prendere in braccio, ha addosso lo stesso odore di Andrea. Ho cercato di sfilargliela ma l'espressione che m'ha fatto era a metà fra la minaccia e la silente richiesta di non toglierle quella presenza che non trova nel lettone: non ci son riuscita.
Le ho detto che Andrea sarebbe stato via solo un paio di settimane, ma mi sa che per un paio di settimane resterà una maglietta rossa, stropicciata, piena di peli e con una mucca di peluche sopra, sopra il divano.
Andrea si è operato e domani mattina torna a casa, ma Jenny non lo vedrà perché Andrea trascorrerà la sua convalescenza a casa del padre. Voglio proprio vedere se sentirà che tutto è andato bene e che Andrea prima o poi tornerà e ci si potrà stendere felicemente sopra per le nanne.