E’ tutelato l’infortunio, subito dal lavoratore assicurato, nel normale percorso dalla dimora abituale al lavoro e ritorno, sia che avvenga a piedi sia con mezzi pubblici. Per quanto riguarda il mezzo privato, invece, l'uso deve essere "necessitato" (non esistono mezzi pubblici, non coprono l'intero tragitto o gli orari non coincidono con quelli del lavoro, ecc.).
Di conseguenza la scelta della bicicletta per recarsi al lavoro è considerata alla stregua di qualsiasi altro mezzo privato (auto, motociclo) e, pur sussistendo tutti gli altri elementi previsti dalla legge, è respinta la domanda di indennizzo del ciclista che subisce un infortunio ma che avrebbe potuto usare il mezzo pubblico.
Maccome!? Tanto si fa e tanto di parla di ecologia e di Mobilità Sostenibile quando equiparano la bici all'auto e non indennizzerebbero - qualora capitasse un infortunio - perché si sarebbe potuto prendere l'autobus?
A me spendere 90 centesimi per far due fermate, ecco.. mi ruga... insomma, sì a fine settimana mi spenderei tutto un bigliettone da dieci corse.. no, anche di più quando ho l'orario spezzato, più di dieci euro alla settimana. Non va mica bene così! A piedi? Io faccio un lavoro che prevedere il trasporto di un gran bel borsone pesante da casa al lavoro, a piedi dovrei usare uno zaino. Che controsenso: pisce ciclabili, incentivo dell'uso della bicicletta ma se poi ti capita qualcosa.. mh "so niente io". Incentivi ma non tuteli?
Per questo la Fiab sta facendo una raccolta di firme on line (e anche su cartaceo: puoi scaricare il Pdf direttamente dal sito)
DECRETO LEGISLATIVO 23 FEBBRAIO 2000, N. 38
"Disposizioni in materia di assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, a norma dell'articolo 55, comma 1, della legge 17 maggio 1999, n. 144".
Art. 12 (Infortunio in itinere)
All’articolo 2 e all’articolo 210 del testo unico è aggiunto, in fine, il seguente comma:
"Salvo il caso di interruzione o deviazione del tutto indipendenti dal lavoro o, comunque, non necessitate, l’assicurazione comprende gli infortuni occorsi alle persone assicurate durante il normale percorso di andata e ritorno dal luogo di abitazione a quello di lavoro, durante il normale percorso che collega due luoghi di lavoro se il lavoratore ha più rapporti di lavoro e, qualora non sia presente un servizio di mensa aziendale, durante il normale percorso di andata e ritorno dal luogo di lavoro a quello di consumazione abituale dei pasti. L’interruzione e la deviazione si intendono necessitate quando sono dovute a cause di forza maggiore, ad esigenze essenziali ed improrogabili o all’adempimento di obblighi penalmente rilevanti. L’assicurazione opera anche nel caso di utilizzo del mezzo di trasporto privato, purché necessitato. Restano, in questo caso, esclusi gli infortuni direttamente cagionati dall’abuso di alcolici e di psicofarmaci o dall’uso non terapeutico di stupefacenti ed allucinogeni; l’assicurazione, inoltre, non opera nei confronti del conducente sprovvisto della prescritta abilitazione di guida".
Francesca ha scritto questo per la categoria: In cauda venenum, In corpore vili, Inter pocula, Intus et in cute
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che devo lavare ogni due giorni. Inoltre viaggio sempre nel pericolo, in mezzo a macchine che invadono piste ciclabili, superano avventatamente, mi si affiancano facendomi pericolosamente sbandare verso i marciapiedi, mi tagliano bellamente la strada, non rispettano il verde ciclabile né le strisce pedonali e ciclabili... e se gli gira ti fan pure gestacci e ti dan una strombazzata.
ed è uno spettacolo.
Mi piace girare in bicicletta.
, targhe pari targhe dispari, tresette e sett'e mezzo, clacson e prepotenze. In bici sto prima, mi godo le piste ciclabili (parecchie e discretamente tenute a Pordenone), la ficco dappertutto, prendo i sensi unici contromano (ma con attenzione), giro per il centro storico e scopro scorciatoie nuove ad ogni giretto (parcheggi condominiali, stradine fra i vecchi palazzi, sterrati... da dove sto io al centro ci metto 15 minuti: esattamente quanto ci impiego in macchina ad arrivarci e trovare parcheggio, trovandolo subito).

dal Messaggero Veneto di Sabato, 30 giugno 2007
Quatto Sberle in padella

