Il viaggio è stato bello: due giornate splendide.
Andrea s'è fatto tutta una tirata fin a Viareggio
così io e Deborah ci siamo godute il paesaggio. Gli Appennini sono stupendi (anche se la A1 è sempre brutta come me la ricordavo dall'ultima volta) e la distesa di vivai in Toscana ci ha lasciati di stucco. Da non crederci: chilometri e chilometri di vivai! 
Arrivati a Viareggio abbiamo sbagliato un po' di volte direzione per poi scoprire d'aver sbagliato proprio anche paese. Il nostro B&B era a Camaiore. Ci siamo ritrovati alla stessa via ed allo stesso civico (dopo un dedalo di sensi unici che ci portava e riportava sempre allo stesso posto) al Lido di Camaiore... bell'idea quella di dare il nome alle vie identico... geniale!

Insomma, visto che il programma era così slittato di una buona oretta abbiamo fatto un po' tutto di corsa e al contrario rispetto alla nostra ipotetica tabella di marcia. Ricerca dell'hotel dove si teneva la serata, ennesimo errore (non era quello ma quell'altro di fronte, l'ingresso ai "bagni"... una roba enorme!), accreditamento, richiesta di intervista (no, grazie, non mi vede come sono? son sfinita, mi balla il mondo sotto i piedi per i chilometri, ho fame, torno dopo), ricerca di qualcosa di edibile (il buffet della manifestazione era stato raso al suolo). Sushi bar, ho l'indirizzo, è qui vicino.
Andiamo. Sushi Bar non si trova, si chiede, non si sa, ma forse è di là, si va: chiuso a mezzogiorno. Ok, ci fiondiamo nel primo pizzapanozzo d'asporto che troviamo. Io mangio una cecina (buona!), Deborah e Andrea si lanciano al panino.
E' una bella giornata, dai che facciamo tre passi ed andiamo a mangiare un gelato in spiaggia.
La spiaggia è bella ma gira della gente un poco strana: il tripudio dello sbirluccichio delle magliette con strass e paiette, bambine travestite da Lorella Cuccarini versione anni ottanta, comprensiva di cofana cotonata, che girano con i pattini in linea, cagnetti insolenti, superfgriffate, vita bassa e perizoma "non lascio ad intendere", occhialoni da cinquantenne coprirughe già ostentati a 14 anni, D&G enormi ovunque.
Che fauna! Viareggio sembra una Grado triplicata, però l'edilizia inizio secolo è più presente e tenuta bene. Tempo per fare il giro delle spiagge dei vip non ce n'è ed interesse per farlo sottozero: tre salvans! Allora andiamo a cercare il B&B.
La signora che ci affitta le camere è deliziosissima ed il posto è fantastico: oltre ad essere in un posto tranquillissimo è curatissimo e arredato con gusto.
Bellissimo davvero. Ci si rinfranca dall'impatto viareggino.La doccia ci vuole ed un po' di relax: un'ora scarsa e via nuovamente. Arriviamo e parcheggiamo ad almeno un chilometro e mezzo: troppo previdenti. Ci aspetta una gran bella scarpinata.
Io, la candidata, arrivo trafelatissima.
Deborah riesce finalmente a farsi raggiungere da Silvia e Gabriele e a chiacchierarci un po'. Io mi guardo in giro. Io non ho il capino, non ho la calza, non ho il sandalo e nemmeno il tacco, non ho il capello stirato, non ho la faccia della web master.
Foto di gruppo?
Non me lo chiedono è evidente: non c'entro proprio nulla.Il mio sentirmi totalmente fuori contesto gioca a mio favore: nessuna emozione. Entro in sala con Andrea e ci troviamo un posticino. Siamo ancora lì che ce la divertiamo a spararle sempre più idiote quando si fa buio in sala.
Comincia.
Le nomination! Signur!!! Lì m'accorgo - e mi ricordo - cosa sia andata a fare a Viareggio. Sullo schermo c'è il mio sito!
Tre secondi di tremarella.
Si comincia sul serio. La Lipperini è brava: buoni tempi, sempre pronta alla battuta, va via liscia e veloce. Arriva il premio speciale Blog. Altra carrellata... è lì il Libere Parole.
Vince Chiara Rizzello e se lo merita tutto: un applauso sentitissimo, anche il mio. Sì, se lo meritava davvero. E' stata così carina che m'ha scritto il giorno dopo. Io son sollevata, dai che è tutto finito!
Consegna delle statue alle vincitrici e alle finaliste
(vi farò vedere cosa), cena di gala con due web master di quelle serie (mica come me... avevo un po' di pudore a dire "ehm, no, non lavoro per nessuno, io? Io faccio tutt'altro mestiere, il sito? Sì, l'ho fatto io", ma trovo la faccia tosta e subito dopo mi sento comunque bene.Non capisco un accidenti di quello che si dicono, per fortuna Andrea sì.
Avrei voluto parlare con Francesca di Panzallaria, ma non mi sembra di vederla. In compenso (saprò dopo qualche giorno via mail, che lei sì m'aveva individuata!)
Via a casa a dormire di corsa dopo la torta con troppa panna spry
. Casa tranquilla, saliamo le scale che già trasciniamo i piedi e con il sonno già assicurato sulle palpebre.Giorno dopo: dimentico gli occhiali al B&B, chiama la signora perché ci riapra, colazione e poi via verso i colli e le montagne per arrivare a Lucca.

Soggetto: Affresco all'interno della Cattedrale di San Martino
Stupenda! Ci passiamo la fine della mattinata e il primo pomeriggio a girellare Lucca tranquillissimi e beati.
Anche di Lucca ho l'indirizzo di un sushi bar ma è un cinese riconvertito, quindi sushi al microonde: ci si rinuncia a favore di un'insalata in un baretto in piazza.
Ecco una giornata che non dimenticherò: piena di sole e tiepida, passata con Deborah ed Andrea a girare così, in una cittadina bellissima, verde e dall'aria serena, quasi sonnacchiosa (o lo siamo noi?).
Ci sarebbe voglia d'andare a Pisa ma ci aspettano tanti chilometri, così andiamo, partiamo verso casa. Un viaggio tranquillo. Tutto bene quindi. Due belle giornate che - poi - passate con due persone come Andrea e Deborah, diventano davvero serene.
- Il bed and breakfast - che vi consiglio
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Bivacco Molassa

Io ed Andrea abbiamo ben altri programmi: abbiamo deciso di fare un' "


Son stati giorni bellissimi e tranquillissimi. Andrea ha preso fitte note nel suo taccuino nuovo che, gelosamente però, non m'ha fatto leggere. Io ho invece fatto qualche foto. Qualche, perché l'attività frenetica della vacanza, consistente nello stare in amaca a leggere ed andare a leggere - invece - sugli scogli o sui ciottoli, non m'ha lasciato molto tempo per far foto.
Un giretto di perlustrazione e troviamo un posto per la nostra tenda. Colonizziamo il boschetto, lo ripuliamo, prendiamo con calma le misure e ci accampiamo (
Il posto è sempre bello e sempre selvatico, sempre molto selvatico... per fortuna! I daini arrivano puntuali verso le 23 a curiosare con garbo se qualcuno abbia lasciato la cena anche per loro, approfittando del buio fantastico. Che cieli stellatissimi, che favola!
Abbiamo nuotato, pinne e maschera muniti, tuffandoci da ogni scoglio, calandoci da ogni baia, inseguendo i pesciotti, nuotando fra branchi di pesciolini. Ce n'erano di veramente belli. Alcuni blu e uno a righe rosse e verdi che sembrava colorato con il pennarello.
"La leggenda dei monti naviganti" ed altri libri
Il più bel libro letto in amaca durante le mie vacanze?
Al freEeEeddo ed al GeEeEelo!
Quando ti va in blocco il riscaldamento e ti trovi la casa sottozero?
La bora è stata descritta in molti libri professionali, ma anche in quelli che esprimono ammirazione o paura di fronte alla sua forza. Non tenendo conto dei fatti, cioè come nasce, dove nasce, dove muore, la bora è, potremmo dire, impetuosa e superficiale. Scende dai ripidi pendìi di montagna sul mare e come se non avesse il tempo di fermarsi sul mare. Come se volesse sorvolare il mare e andare in altro luogo, perché la bora si annoia sul mare. È capricciosa, soffia a intervalli, con buffi improvvisi, non le importa molto dei turisti nautici.
Se è vero che la parte settentrionale dell’isola di Cres abbia preso il nome dal vento che vi soffia giornalmente (Tramontana), allora l’isola di Cres rientra bene nella maniera consueta della denominazione geografica, perché i venti portavano sempre i nomi della terra. E sembra naturale che la terra, che è qualcosa di solido e costante, non possa portare il nome di qualcosa di tanto imprevedibile e incostante come lo è il vento.
Scirocco